ELENIT
Il paesaggio zantiota di Foscolo

Zante, «terra materna» di Foscolo, non lo ha mai distinto dagli altri due suoi grandi, Dionisio Solomòs e Andrea Calvo. Anzi, rispetto a quest’ultimo, ha onorato molto di più e da tempi assai più antichi il poeta dei «Sepolcri». Prova di questo riconoscimento è l’appellativo di Zante, anche nei vari panegirici e nei testi di consumo comune, come «l’isola di Solomòs, di Calvo e di Foscolo», senza che l’ordine dei nomi sia sempre lo stesso, ma spesso mettendo per primo l’ultimo, rispettando la gerarchia dell’anzianità e dell’apparizione cronologica.

Questo onore è molteplice e si esprime in molti modi. Individuiamo i principali tra essi: Via Foscolo, che esisteva già nella città preterremoto e continua a esistere in quella post-terremoto. È la strada centrale della città, dove si trova anche la casa del poeta. Prima della molteplice distruzione dell’agosto 1953 partiva dal Monte di Pietà, il noto Monte (Santo Monte di Pietà), e giungeva fino al sagrato di San Luca [1]. Era la nota «Kato Plateia Rouga». Dopo il terremoto riprese lo stesso nome, ma è leggermente più breve. Oggi inizia da Giofyri e termina nella piazza dei Santi Quaranta Martiri (Agion Saranton, nel dialetto locale, che flette il numerale).

La Biblioteca Foscoliana era ospitata nella casa del poeta, che il Comune di Zante aveva acquistato e salvato. Anima di essa era lo storico Spyridon Deviazis. Oltre alle pubblicazioni a stampa vi erano stati raccolti anche tutti gli oggetti relativi al poeta e alla sua vita a Zante. Di recente la casa del Poeta è stata rinnovata.

L’icona di San Fanurio nella chiesa dell’Odigitria. Si tratta di un’antica icona rivestita d’argento, alla cui lampada, secondo la tradizione, il poeta leggeva da bambino, poiché la chiesa si trovava proprio di fronte alla sua casa. Originariamente, prima della sciagura del 1953, si trovava nel cortile della chiesa e precisamente all’ingresso, che era anche la base del campanile a torre. Dopo il terremoto, con le iniziative di Nikolaos Varvianis, che prima del terremoto, nel 1952, aveva fatto porre sotto l’icona un’iscrizione relativa [2], essa fu collocata in un maestoso proskynetarion, con la stessa targa, eretto sulla piccola porzione del lotto della chiesa salvata dal riassetto fondiario. Quando più tardi la chiesa fu ricostruita, di dimensioni inferiori all’originale, l’icona con la stessa iscrizione fu collocata in un altro proskynetarion a fianco della chiesa, dove si trova ancora oggi.

Il Teatro Foscolo si trovava fino al 1953, quando fu definitivamente distrutto dai terremoti, in piazza Solomòs (allora Giorgio). Fu costruito per la prima volta nel quinquennio 1871–1875, sotto la sindacatura di Fragkiskos Tzoulatis e su progetti di Ernst Ziller [3]. Fu reso inutilizzabile, ma non demolito, dai terremoti del 1893 e fu ricostruito, dopo essere stato prima livellato, nel 1903 nella forma originale dal sindaco Antonios Makris [4]. Sulla facciata aveva un busto a rilievo di Foscolo, opera di Georgios Vroutos [5].

La tipografia Foscolo fu fondata da M. Voultsos e Sp. Kapsokefalos [6]. Vi furono stampati vari libri e pubblicazioni. Tra essi i periodici «Kypseli», «Anthon», «Ai Mousai», «Ethniki Anthologia» [7] e altri.

Il Circolo Foscolo fu fondato a Zante nel marzo 1849. Poco dopo, il 4 febbraio 1850, fu trasformato in club elettorale. Il suo scopo erano le varie discussioni politiche di attualità. A tal fine si tenevano riunioni due volte la settimana, ogni giovedì e domenica [8].

La Sala di lettura Foscolo fu fondata a Zante nel 1878 [9].

Il periodico «Foscolo» uscì per la prima volta il 1° maggio 1887 e circolò in pochi soli numeri [10].

Il periodico «Ai Charites», dal titolo dell’opera omonima del Poeta. Direttore e proprietario ne era Andreas I. Konitopoulos e caporedattore G. M. Voulgaris. Il primo fascicolo uscì nel settembre 1911 [11].

Il ritratto di Foscolo nel Circolo «O Zakynthos» fu dipinto dal pittore–iconografo Panagiotis Plaisas-Nikas il Giovane. Il Consiglio direttivo del Circolo inviò al suo creatore, il 1° aprile 1906, una lettera di ringraziamento nei termini più lusinghieri [12].

Il cinema comunale «Foscolo», al piano terra del Centro culturale, in memoria del Teatro Foscolo preterremoto, sullo stesso esatto sito. Dopo il terremoto uno dei cinema più noti della città di Zante, in piazza Solomòs, porta il nome del Poeta. È anche l’unico rimasto in funzione fino ai nostri giorni.

La nave «Ugo Foscolo» arrivò per la linea a vapore Zante–Killini, ma alla fine non realizzò il suo scopo — sfortunata anche essa, come l’omonimo, quanto al soggiorno nella «terra materna». La menzioniamo tuttavia perché portava il nome del poeta e rappresenta ancora un onore alla sua persona e al modo in cui questa è entrata nella quotidianità del popolo zantiota.

L’Associazione Ugo Foscolo fu fondata su iniziativa di Nikos Lalotis e di 40 zantioti progressisti, e ha lo scopo di restaurare la casa in cui il poeta trascorse gli anni dell’infanzia a Zante e di divulgare la sua opera.

Riferimenti bibliografici

  • Leonidas Ch. Zois, Dizionario storico e folklorico di Zante, volume I, Storico–Biografico, Atene, dalla Tipografia Nazionale, 1953, p. 695.
  • Op. cit., p. 676.
  • Dionysis N. Mousmoutis, Il teatro nella città di Zante 1901–1915, edizioni Bastas, Atene 1999, p. 30.
  • Nikos Lountzis, Teatri a Zante, Atti del I Convegno «Gli insediamenti di Zante dall’antichità al 1953», Atene 1993, p. 245.
  • Leonidas Ch. Zois, Dizionario…, p. 230.
  • Op. cit., p. 670.
  • Georgia Kokla-Papadatou, Periodici e giornali della Biblioteca pubblica di Zante, Periodici zantioti, pubblicazione annuale «Zante ’85», pp. 118–131.
  • Leonidas Ch. Zois, Dizionario…, p. 695.
  • Op. cit.
  • Op. cit. e Georgia Kokla-Papadatou, Periodici…, p. 121.
  • Op. cit., p. 126.
  • Dionysis Flemotomos, Informazioni artistiche sulla Zante preterremoto da un codice del pittore Panagiotis Plaisas Nikas il Giovane, Periplus (1990), fascicoli 24–25, p. 206.